Abilità sociali per bambini: dalla logopedia al farsi e mantenersi gli amici



Sono sicura che leggendo tutta la lista, vi soffermerete su alcuni punti e penserete a qualche parente, collega, conoscente che quella certa abilità anche da adulto proprio non ce l'ha. Dobbiamo insegnarle proprio tutte ai bambini?, mmmm se ci riuscissimo faremmo un piacere all'intera umanità. Fa parte del genere umano la diversità, ognuno ha la propria personalità, non si vogliono certo crescere automi tutti uguali, però quando si parla di bambini con un ritardo del linguaggio o sordità gli studi ci dimostrano* che queste abilità possono arrivare in ritardo, o proprio non svilupparsi. Con la conseguenza che, bambini dimessi in logopedia perché bravissimi nel linguaggio, cadano nelle abilità di comunicazioni utili a livello sociale.

E' importante includere nelle sessioni di logopedia e a casa giochi e attività che riguardano questi aspetti fin dall'inizio per insegnare gradualmente ai bambini ad interpretare il proprio pensiero e quello altrui, a capire cosa fare o cosa dire in determinate situazioni, saper interpretare le proprie emozioni, capire il non detto e molto ancora.

Riflettere insieme con i bambini sulle abilità sociali rende l'interazioni decisamente motivanti: è interessante vederli riflettere, pensare e sorridere perché finalmente sanno cosa devono dire in quelle situazioni dove si sono trovati milioni di volte:

-come trovare soluzione nei conflitti ? (fare la conta o giocare a carta sasso forbici)

- come introdurre agli altri un'idea nuova in modo gentile?

- far sapere agli altri che abbiamo cambiato idea e perchè

- saper difendersi verbalmente quando qualcuno fa qualcosa che non va

- trovare le parole per consolare gli altri

- capire se quello che stiamo dicendo interessa o annoia

-saper dire "scusa non l' ho fatto apposta"

- condividere con gli amici, scendendo a compromessi

- capire e raccontare barzellette

....per farne solo alcuni esempi.


*Peterson and Siegal 1995,1998,2000; Figueras-Costa and Harris, 2001; Woolfs

and Siegel, 2002; Peterson, 2009; Peterson and Wellman 2013; O’Reilly,